Come difendersi dalla censura e dai trolls

Il buio della ragione ha toccato vette inesplorate e i piani dell’Ue sono quasi conclusi. La guida (breve) per sopravvivere alla censura e ai disturbatori seriali.
Il buio della ragione ha toccato vette inesplorate e i piani dell’Ue sono quasi conclusi. La guida (breve) per sopravvivere alla censura e ai disturbatori seriali.

La madre dei cretini, si sa, è sempre incinta, e sui social media è particolarmente prolifica. Non sei a favore dell’immigrazione incontrollata? Sei razzista. Difendi la famiglia, quella fatta da uomo donna e bambini nati in maniera naturale? Che omofobo. Non vuoi che si facciano esperimenti sulla pelle di tuo figlio per il piacere delle case farmaceutiche?  Terrorista. Medievale, per giunta.
Eppure, nonostante il buio della ragione abbia toccato vette inesplorate, senti ancora in cuor tuo di poter dire la tua. Almeno fino a quando i piani dell’Ue di zittire ogni voce non ufficiale non saranno completi. E a questo è servito il provvedimento approvato a settembre sulla “tutela” del copyright che, se ci riflettiamo, colpisce proprio l’atto di divulgare spontaneamente stralci presi dal web, spesso con il classico copia e incolla. Che fare, allora, per arginare la deriva di chi non è stato favorito da madre Logica? Abbiamo stilato le quattro principali linee d’azione nella nostra guida.

1. La prima è banalissima: informati.
Non dai soliti media che tendono a dare una versione ufficiale o concordata, ma da siti indipendenti che fanno ancora quel poco di lavoro di inchiesta che è rimasto. Chi cerca di utilizzare e manipolare la tua opinione, lo fa utilizzando tecniche da sofisti o sofisticate tecniche di marketing. Meglio avere un buon bagaglio per difendersi e, perché no, contribuire in prima persona alla buona informazione.

2. Tutelati.
Internet è il luogo della libertà di espressione, ma questo non significa libertà di offendere. Se senti di aver espresso in maniera pacata la tua opinione, per quanto forte o in controtendenze e di essere stato attaccato per questo, cercati un consulente legale. Su internet è pieno di avvocati seri e professionali in grado di risolvere problemi senza spendere una fortuna. La diffamazione è un reato, e mezzi di ampia diffusione come i social possono amplificarlo.

3. Fai pulizia dei fake.
Non sempre dietro un account certificato c’è qualcuno che vale la pena sentire, così come a volte dietro profili mediamente seguiti e, magari, censurati dagli algoritmi dei social (ci torneremo), può celarsi materiale interessante. Dai una possibilità e ricorda che si possono segnalare e bloccare i disturbatori, oltre che isolarli dal dibattito senza fare il loro gioco facendo loro da cassa di risonanza.

4. Rilassati.
Parliamoci chiaro: chi non è in grado di distinguere tra la tutela della salute dei minori e pratiche medievali, tra l’amore per l’Italia e gli italiani e uscite fasciste, non è stato assistito dalla fortuna. Compatiscilo, sentiti pure superiore e passa oltre.